Antropologia e Archeologia dell'Amore.
IV incontro di studi di antropologia e archeologia a confronto

Ex Cartiera Latina, Parco Regionale dell'Appia Antica | 26-28 maggio 2017

 
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Archaeology provides a unique perspective on our human identity, but there is a danger of distortion. Signs of brutality are easier to recognize on a skeleton than signs of love, creating a danger that we will pay most attention to the grim. But, surprisingly, the distortion is the other way round. We diligently airbrush out the less palatable details of prehistory to construct a proud record of achievement for national museums to present to impressionable school parties. The Neolithic […] is often portrayed as a time of peace and honest toil or, more popularly, as a utopian period of mother-goddess worship. But the discovery of a number of unmarked mass graves across Europe, the largest containing well over a hundred systematically butchered men, women and children, evokes Rwanda more than Arcadia.

TAYLOR 2003, pp. 11-12.


Il brano citato in apertura, pur essendo limitato alla prospettiva di un archeologo, evidenzia in modo istruttivo e sintetico alcune delle distorsioni cui può andare incontro un’interpretazione semplicistica dei residui materiali del passato, volta a privilegiare un “sistema di segni” rispetto a un altro e/o a sottovalutare acriticamente la sua più ampia dimensione contestuale e situazionale, l’unica che ci consenta di arrivare al cuore di quell’identità che ci sforziamo quasi quotidianamente di cercare e riscostruire, introspettivamente così come retrospettivamente, nel tentativo di recuperare tra le pieghe del tempo e dello spazio ciò che di umano spesso ci sfugge, perché sopraffatto o cancellato dall’azione stessa degli uomini o da quella della natura.
L’amore, sotto tale punto di vista, nella sua più o meno caratterizzante immaterialità e nella sua dimensione spesso intima e più o meno esplicita, si configura quasi inevitabilmente come una delle coordinate più complesse e sfuggenti da cogliere in un’analisi sociologica volta alla ricostruzione di comunità lontane o diverse da noi, per effetto di parametri incogniti legati ai modi in cui una cultura organizza, costruisce, percepisce, esprime, interpreta e rappresenta la propria identità e l’insieme di valori, idee, sentimenti e relazioni che possono renderla tale, differenziandola rispetto alle società circostanti e alla realtà di chi tenta di farsene interprete.
La IV edizione del convegno di Antropologia e Archeologia a confronto nasce dunque con l’obiettivo di approfondire le valenze spesso ambigue della nozione di amore esplorandone le frontiere più estreme, così come possono essere colte problematicamente attraverso l’indagine antropologica e l’archeologia, nel rispetto di quella che sin dal 2010 è stata la formula adottata per i nostri incontri, sempre volti a stimolare un confronto costruttivo e dialettico tra le diverse prospettive disciplinari che possono concorrere a una migliore comprensione delle radici e dei moventi dell’agire e del sentire umano.
Partendo da questi presupposti, il concetto di amore sarà al centro di una riflessione aperta, relativistica e contestuale volta ad approfondirne le varie possibili sfumature, privilegiando al contempo le metodologie interpretative che maggiormente si prestano a superare o, almeno, ad aggirare le distorsioni e/o le contraddizioni che sono spesso insite nella documentazione disponibile, da quella figurata, orale o scritta frutto di una trasmissione più o meno diretta o mediata, a quella raccolta sul campo con gli strumenti e i metodi dell’osservazione partecipata o quelli della ricerca archeologica, con tutte le criticità e i filtri simbolici, rituali o materiali che possono caratterizzarla, cui spesso si aggiungono i limiti e i pregiudizi androcentrici, modernisti, occidentalistici ed etnocentrici che ogni interprete/osservatore più o meno consapevolmente porta con sé.
Per gli scopi sin qui sinteticamente riassunti sono state individuate sei macroaree tematiche di confronto e di discussione che, in sede di convegno, potranno tradursi o meno in altrettante sessioni, anche in relazione all’esito della presente call for papers/posters e al carattere e alla natura dei contributi che verranno proposti.
La configurazione dei temi è pertanto volutamente aperta e generica in modo tale da consentire, per quanto possibile, quella compenetrazione disciplinare auspicata, spesso scoraggiata dalla solo apparente contrapposizione tra l’approccio prevalentemente materialistico dell’archeologia e dell’antropologia fisica e quello ove possibile partecipato e relativistico dell’antropologia culturale e delle altre scienze sociali.
I titoli proposti, dunque, pur non avendone l’inflessione, si configurano in primo luogo come potenziali interrogativi, esemplificativi di altrettante domande che l’indagine sul concetto di amore può porre all’interprete che voglia recuperarne il senso muovendosi tra la sfera complessa e articolata delle ideologie e quella più o meno concreta fatta di oggetti, di gesti, di segni o di luoghi. In modo tale da passare dall’amore inteso come sistema di relazioni astratte o reali, all’amore da intendere come coordinata di una traiettoria antropo-poietica, volta a definire l’identità di un individuo dando una “veste” culturale alla sua dimensione biologica e/o temporale.
Un aspetto, quest’ultimo, che, per la sua stessa problematicità e per la peculiarità delle questioni che esso pone in una prospettiva archeologica, si ritiene, possa essere meritevole di un rapido (e inevitabilmente parziale) inquadramento metodologico, volto a fornire qualche puntualizzazione utile per una migliore identificazione di alcuni degli spunti di riflessione sui quali si auspica possa soffermarsi l’attenzione dei partecipanti.

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Museum.dià. chronos,kairòs, aion - il tempo dei musei

II Convegno Internazionale di museologia

Museo Nazionale Romano alle Terme di Diocleziano | Roma, 26-29 maggio 2016

Il convegno Museum.Dià. Chronos, Kairos e Aion, Il tempo dei musei” (26 - 28 maggio), ideato in collaborazione con la Direzione Generale Musei del MiBACT e la British School at Rome, ha avuto come focus le esperienze di gestione del tempo nei musei: tempo come substrato delle attività di ricerca nell’ambito della collezione; tempo come dimensione narrativa nelle pratiche di diffusione e comunicazione culturale; tempo come variabile attiva e plurima di adattamento al cambiamento; tempo come anello di congiunzione tra conoscenza e creatività.

Al convegno – inaugurato dal Soprintendente Francesco Prosperetti (Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il MNR e l’Area Archeologica di Roma) e dal Direttore Generale Ugo Soragni (Direzione Generale Musei del MiBACT), che ha ospitato nell’ultima giornata l’On. Silvia Costa (Presidente della Commissione Cultura e Istruzione del Parlamento Europeo) e il Presidente dell’ICOM Daniele Jalla – hanno preso parte rappresentanti di realtà museali, pubbliche e private ed eminenti studiosi tra cui: Rosanna Friggeri (Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il MNR e l’Area Archeologica di Roma), Marcello Barbanera (“Sapienza” – Università di Roma), Alessandro Bollo (Fondazione Fitzcarraldo), Lucia Cataldo (Accademia di Belle Arti Macerata), Fabio Donato (Università degli Studi di Ferrara), Rosanna Friggeri (Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il MNR e l’Area Archeologica di Roma), Michel Gras (CNRS, Accademia dei Lincei), Manuel Roberto Guido (Direzione Generale Musei - MiBACT), Antonio Lampis (Provincia autonoma di Bolzano, Università degli Studi di Bolzano), Michele Lanzinger (MUSE – Museo delle Scienze di Trento), Vito Lattanzi (Direzione Generale Musei - MiBACT ), Gabriella Musto (Polo Museale del Lazio), Valentino Nizzo (Direzione Generale Musei - MiBACT ), Vincenzo Padiglione (“Sapienza” – Università di Roma), Fabio Pagano (Direzione Generale Musei - MiBACT), Enrica Pagella (Polo Reale di Torino), Mirella Serlorenzi (Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il MNR e l’Area Archeologica di Roma), Christopher Smith (British School at Rome), Mariella Utili (Polo museale della Campania), Marco Valenti (Università degli Studi di Siena), Anna Maria Visser (Università degli Studi di Ferrara), Enrico Zanini (Università degli Studi di Siena), e tanti altri studiosi selezionati fra coloro i quali hanno risposto alla call for papers.

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VI SEMINARIO INTERNAZIONALE SULLE MURA POLIGONALI

Palazzo Conti-Gentili, Alatri | Alatri, 28-29 novembre 2015

La Fondazione Dià Cultura organizza, nelle giornate del 28 e 29 novembre, il VI Seminario Internazionale sulle Mura Poligonali, promosso dal Comune di Alatri.

Le mura poligonali sono opere difensive caratterizzate dalla messa in posa, senza calce, di grandi massi lavorati a forma di poligoni irregolari, che vanno a costituire le cinte murarie di insediamenti che si collocano in un arco cronologico compreso tra il VII e il II secolo a.C. Nonostante questa tipologia di cinte murarie sia molto diffusa nell’Italia centro-meridionale, e oggetto di indagine storica e archeologica da circa un secolo, sono molti gli interrogativi ancora aperti su cui si intende dibattere in questa occasione. Il Seminario, giunto alla sesta edizione, si propone dunque come momento di aggiornamento sullo stato della ricerca.

Le due giornate di confronto sono articolate in sessioni nell’ambito delle quali gli studiosi esporranno casi di studio particolari e le novità più interessanti in materia; al termine di ogni giornata un giornalista modererà una discussione che sarà filmata e resa disponibile per tutti sui canali social e sul sito web della Fondazione Dià Cultura. Una delle sessioni è dedicata alle mura in poligonale della città di Alatri, ospite del Seminario, e alla presentazione degli Atti del V Seminario.

Il convegno mantiene la sua vocazione scientifica che è assicurata dalla selezione dei contributi effettuata dal comitato scientifico costituito da: Luca Attenni (Museo Civico di Alatri), Daniele Baldassarre (Centro Studi sull’opera poligonale), Valentino Nizzo (Direzione Generale Musei – MIBACT), Alfonsina Russo Tagliente (Soprintendenza Archeologia del Lazio e dell’Etruria Meridionale), Simona Sanchirico (Fondazione Dià Cultura – Forma Urbis).

La partecipazione all’incontro è gratuita e aperta al pubblico, fino all’esaurimento dei posti disponibili; gli studenti che ne faranno preventiva richiesta scrivendo alla Segreteria Organizzativa potranno ricevere un attestato di partecipazione, valido per il conseguimento di crediti formativi.

 

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Archeologia e antropologia della Morte.
III incontro di studi di antropologia e archeologia a confronto

École française de Rome,  Stadio di Domiziano |  Roma, 20-22 maggio 2015

La terza edizione del convegno di Antropologia e Archeologia a confronto – traendo spunto da una più ampia riflessione retrospettiva recentemente confluita nel volume Archeologia e Antropologia della Morte: Storia di un’Idea. La semiologia e l’ideologia funeraria delle società di livello protostorico nella riflessione teorica tra antropologia e archeologia, Bari 2015 (Nizzo 2015) – affronta le complesse problematiche connesse all'archeologia funeraria, offrendo al pubblico e agli specialisti un quadro di insieme sui più fruttuosi approcci teoretici e sulle più aggiornate metodologie d’indagine messe in campo dall’antropologia culturale, dall’archeologia, dalla bioarcheologia e dall’archeotanatologia per cogliere l’essenza di questa frontiera, per decrittare il linguaggio di gesti, segni, sentimenti, riti, paure ed emozioni che contribuiscono a definirla, con un focus incentrato sulle società di livello protostorico estinte o persistenti ma con uno sguardo rivolto anche alla contemporaneità, come sempre con l’ambizione gianiforme di guardare al passato per cogliere l’essenza del nostro presente. 

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museum. dià. politiche, poetiche e proposte per una narrazione museale

I Convegno Internazionale di Museologia

Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali | Roma, 23-25 maggio 2014

L’iniziativa ha avuto come obiettivo quello di animare una discussione tra i professionisti della museologia più qualificati a livello internazionale sulle “politiche, poetiche e proposte per una narrazione museale”.

Gli studiosi - afferenti a istituzioni museali italiane e straniere, amministrazioni pubbliche preposte alla valorizzazione culturale, università e centri di ricerca specializzati, Fondazioni e soggetti privati indirizzati alla ricerca - sono invitati a confrontarsi sul tema generale "Politiche, poetiche e proposte per una narrazione museale".

Essi hanno potuto rappresentare le esperienze e gli approcci metodologici, le difficoltà relative ai percorsi volti all'ideazione e realizzazione di componenti narrative all'interno delle attività e degli allestimenti museali, nonché le valutazioni rispetto alle reazioni e al grado di soddisfazione del pubblico.

 

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PLUOTOS & POLIS. ASPETTI DEL RAPPORTO TRA ECONOMIA E POLITICA NEL MONDO GRECO

Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia | Roma, 20 - 26 maggio, 2013

Il fine principale dell'incontro è invitare gli studiosi a una nuova riflessione sui rapporti, le diversità e sulle interferenze che definiscono, separano, ma mettono anche in comunicazione il campo dell'economia e quello della politica nel mondo greco.

L'impostazione del convegno mira a favorire il confronto tra le diverse prospettive metodologiche della Storia, dell'Archeologia, della Filologia, dell'Antropologia, della Numismatica.

Nella giornata conclusiva i temi affrontati trovano un momento ulteriore di approfondimento nella tavola rotonda "Esperienze e teorie degli antichi e dei moderni", che vede la partecipazione di giornalisti, economisti e storici contemporaneisti, oltre che degli specialisti antichisti.

Per conoscere meglio il tema del Convegno "Ploutos & Polis. Aspetti del rapporto tra economia e politica nel mondo greco" è possibile scaricare qui il numero di Forma Urbis dedicato (maggio 2013)

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